05.04.2012 – MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP: “LA TRACCIABILITA TOTALE E’ L’UNICO MODO PER GARANTIRE SICUREZZA E TRASPARENZA ALLA DOP”.

“Una tracciabilità totale  che cominci  negli allevamenti e prosegua con il sistema di raccolta del latte e la successiva trasformazione. Questo è il percorso da intraprendere per restituire alla filiera bufalina la credibilità che merita e garantire l’adeguata tutela alla Mozzarella di Bufala Campana Dop”.

Così interviene Confagricoltura in merito al decreto che il Mipaaf si appresta ad emanare sulla materia.

“Bisogna evitare che ulteriori proroghe  o soluzioni «ponte» – continua Palazzo della Valle -  rappresentino un semplice modo per non affrontare la vera questione della messa in sicurezza del comparto,  benché  mirino a superare la difficoltà creata dall’obbligo di allestire stabilimenti dedicati esclusivamente alla produzione di mozzarella di bufala campana Dop”.

“Quanto stabilito nell’incontro di ieri coordinato dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania  e sottoscritto da tutto il mondo agricolo e dalla trasformazione, deve rimanere la linea guida per ogni futura decisione. I caseifici che intendono produrre mozzarella di Bufala Dop potranno raccogliere solo latte di bufala che sia proveniente dall’area Dop, pur essendo loro consentito di produrre anche altri formaggi e derivati, ma sempre e soltanto con latte di bufala Dop.  Potrà essere stabilito un periodo transitorio per  consentire l’utilizzo delle giacenze di latte preventivamente dichiarate, ma soprattutto  è necessario ed opportuno che lo strumento operativo per una tracciabilità semplice e finalizzata alla conoscenza dei processi di tutta la filiera sia affidato alla piattaforma informatica già operativamente disponibile presso l’Osservatorio regionale per la Sicurezza Alimentare (O.R.S.A.) costituito tra la Regione Campania e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, struttura già esistente ed utilizzata vantaggiosamente già in occasione della emergenza diossina e per la eradicazione della brucellosi.”

“Altro non occorre – conclude Confagricoltura – per valorizzare un settore da tempo simbolo del Made in Italy e che vale una fetta importante dell’economia del Mezzogiorno.  Così come non occorre neanche svilire le sue caratteristiche uniche modificando in maniera insensata il disciplinare di produzione.”

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