23.10.2012 – Nuova tassazione per le imprese agricole: il “no” di Confagricoltura Salerno

Rago: «Dal Governo la condanna a restare “piccoli”. Così si deprimono investimenti, mercato e occupazione. Questa è miopia amministrativa».

Un Governo di tecnici “distratto” che, come i molti esecutivi che l’hanno preceduto, tiene in poco conto l’Agricoltura e, anzi, ne deprime lo sviluppo proprio in un momento di crisi.

È un’analisi decisamente negativa quella che il presidente di Confagricoltura Salerno, Rosario Rago, fa della politica agricola del Governo Monti.

Ennesima dimostrazione la recente disposizione del Ministero dell’Agricoltura, retto dal ministro Catania, secondo la quale le società agricole, che hanno status diverso dall’azienda individuale, dovranno essere tassate secondo il loro bilancio e non, come accadeva fino ad oggi, basandosi sul reddito catastale.

È un cambiamento importante che, secondo Rago, porterà stravolgimenti nell’intero settore. «Intanto in questo modo non viene più riconosciuta la ruralità dell’impresa – sostiene il presidente di Confagricoltura Salerno -. Inoltre – aggiunge – il Governo, con questa disposizione, sembra non comprendere che l’agricoltura italiana e soprattutto quella salernitana, per sopravvivere, si sta evolvendo e ha bisogno di strumenti e supporti per sostenere questo sviluppo, fatto, per la maggior parte, di grandi società che devono essere messe in condizioni di risultare competitive, anche sui mercati internazionali».

Per il presidente Rago le ripercussioni della nuova norma ministeriale metteranno in ginocchio il comparto. «Questa tassazione anti-rurale – spiega – costringerà molte attività agricole a rimanere ditte individuali, deprimendo il mercato degli investimenti e anche quello del lavoro, e considerato che le società in agricoltura sono almeno il 20% delle nostre realtà produttive, le prospettive non sono rosee, soprattutto in tempi come questi di recessione di economica.

 Alla fine, la disposizione del Ministero è una condanna a restare “piccoli” in un periodo storico-economico nel quale “piccolo” è sempre meno “economico” e tutti stanno auspicando crescite imprenditoriali e sinergie di comparto; questa è decisamente miopia amministrativa.

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