12.09.2012 – “Mozzarella di bufala, costi di produzione insostenibili e mancato rispetto dei contratti mettono a rischio la genuinità del prodotto”

“Ogni giorno – afferma il presidente di Confagricoltura Campania Michele Pannullo– assistiamo all’invio di lettere di recesso e al mancato rispetto dei contratti firmati in tanti settori della filiera agroalimentare, a cominciare da quello del latte di bufala fresco che, prodotto nelle aree previste dal disciplinare di produzione della Mozzarella di Bufala Campana DOP, è l’unico a poter essere utilizzato per produrre quello che è considerato uno dei prodotti più buoni e importanti sulla nostra tavola. Ci chiediamo quindi: se i trasformatori non acquistano più il latte di bufala, con cosa viene prodotta la Mozzarella di Bufala Campana Dop?”

Se vogliamo continuare a mangiare questo buonissimo e genuino prodotto campano ci vuole una vera e puntuale tracciabilità della materia prima e del prodotto finale che l’applicazione dell’art. 62 sicuramente aiuterà a definire. Con la scusa della crisi economica, le imprese agricole stanno subendo continui ricatti da parte dei fornitori dei mezzi tecnici di produzione e degli acquirenti del settore della distribuzione. – prosegue Pannullo – L’aumento di circa il 30% del costo dei mezzi tecnici ad iniziare dai carburanti per finire ai concimi ed ai mangimi, unito alla mancanza di regole certe nei rapporti di filiera ed all’atteggiamento vessatorio della distribuzione, non ci consentono più di andare avanti con il nostro lavoro.

Fino ad ora l’agricoltura campana ha retto grazie ai sacrifici di tantissimi operatori che hanno sopportato costi a volte insostenibili. Ma ora è necessario cambiare. Per questo chiediamo con forza un immediato parere favorevole del Consiglio di Stato sul decreto di attuazione dell’art. 62 L. 27/2012, che ci consentirebbe di avere regole certe nei rapporti con la distribuzione e programmare con serietà e serenità il nostro lavoro”.

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