06.09.2012 – IMPRESE: “LA RAZIONALIZZAZIONE DEL SETTORE FRENA LE CHIUSURE. L’AGRICOLTURA E’ IN PROFONDA SOFFERENZA MA NON SI ARRENDE”

Sono più le aziende agricole che chiudono, di quelle che nascono, ma la situazione va migliorando (-416 unità a luglio-agosto ma era -832 un anno fa). Lo sottolinea Confagricoltura valutando i dati di Unioncamere sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel primo trimestre dell’anno.

“Il dato Unioncamere sul settore primario è in linea con una tendenza alla razionalizzazione che si registra da diversi anni, ma è anche – commenta il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – il segno di una sofferenza in cui si trovano a operare tante imprese agricole che non trovano margini di redditività“.

Guidi ricorda come “tutte le analisi qualitative fino a oggi condotte tendano a individuare un ristretto raggruppamento, di circa il 2% delle imprese esistenti, in grado di generare massa critica. Si tratta di circa 30-32mila imprese da cui deriva gran parte del fatturato, del valore aggiunto e dell’occupazione del sistema agricolo nazionale”.

“Che la crisi faccia sentire i suoi effetti e aggravi la situazione è fuori discussione e il dato Unioncamere sulla nascita e sulla chiusura delle aziende agricole lo conferma – conclude il presidente di Confagricoltura – non vorrei però che emergesse dalle analisi sulla crisi l’immagine di un’agricoltura che si arrende. Ci sono imprese agricole strutturate, moderne e competitive che hanno messo in atto, già da tempo, precise strategie per fronteggiare le criticità. Per questo sono necessarie apposite misure del Governo per la crescita anche in agricoltura”.

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